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LUCCA NELLA CHIESA DEI SERVI DI MARIA CELEBRAZIONE DELLA SUA APERTURA E DELLA SUA TEOLOGIA DIVINA DEL 4 OTTOBRE 2026

Leonardo Clerici 28 September 2026 4 min read
LUCCA NELLA CHIESA DEI SERVI DI MARIA CELEBRAZIONE DELLA SUA APERTURA E DELLA SUA TEOLOGIA DIVINA DEL 4 OTTOBRE 2026

Proemio super legenda beati Philippi, servorum beati Virginis Mariae... laudemos viros gloriosos e cura delle vite nostre
avendo, spiritualia alimenta se Deo in cuntis cogitationibus verbis et operibus coraliter... Dominus noster multis virtutibus et
miraculis adhornavit dalle cui anime in transito molti segni e prodigi mirabili meriti innovando, assistere certissime comprobabit...
Set et ipse Dominus noster insuper inducetur perpetue ordine dei doni e spirituali grazie amplificare... in cui si vuole
nell’immacolato specchio intendere il volto della sua mente speculando quod pulchrum compunctionis lacrimis ad movere... e tale
traslazione divina clementia permette immeritati interessi mentre i miei occhi si aguzzano disponendo fermamente il cuore... e in tal
convento si va a commorare da un luogo all’altro per la via andando conversando... in tale contrada beato Filippo abita al tempo di
Honorio IV con nuova riverenza alla sette stelle Pleiadi nel giro spirituale di Arturo
Gregorio, de tempore acceptis cultus monachi ab eo colloquia... ignoro quo pergam, quo me vertam nescio grave incedam via dispicere
nequeo, festina properas? Gregorio manifesta con l’epistola di Paolo ad Philip. dicendo unum autem quae quidem retro sunt in ante
obliviscens estendendo il destino, somministrando il desiderio di dissolvere i vincoli, appetens secundo contemplatio intentio, nell’oblio più
esteso di tutte le forme del destino perseguendo lo sforzo HERCULIANUS di un colloquio unum autem quae quidem retrosunt, in ante
(cf. Gregorius Magnus instituto sanctiiss. patres Benedicti restitutus, opus tribus colloquiis distinctum).
Leggendo la legenda (II epistola ai Corinthi 2 etc..) l’infermità dei vincoli apre e rapisce il corpo damasceno (insporta) dicendo
coegistis ego enim debui, il monaco fonde il proprio ego nella virtù oscura del dinamismo spirituale contro l’astenia dell’infermità, quindi il
puro servizio al Dominus dunamys, trionfando sopra l’abbondante tristezza nella vita dell’odor della gnosi che libera dalla molteplicità
(cf. il Malpiglio di Torquato Tasso la fuga dalla moltitudine), come dice anche l’apostolo, odor notizia manifesta la nostra idoneità al
colloquio che trasfigura la luce angelica in diacono e parola pura: TERVIRGIS CAES.
Il beato Filippo Benizi rifugio sul monte Amiata, il monte Senario e la sua grotta, Ferdinando I Medici nel 1594, la fonte del beato
Filippo siti ne pereant fratres l’opera vicentina del Trissino che impone l’architettura di Palladio, Filippo Benizi sempre protetto da
Pietro Ispano Giovanni XXI filosofo di Boezio e la statua all’Ara Coeli di Onorio IV, Clemente IV a Viterbo, Pio VII restaura il
culto nel 1822 di Bonaventura da Pistoia, Alessandro IV a Viterbo nella costellazione del odor notizia del beato Filippo che in realtà
giunge fino alla Sofonisba lingua araba cartaginese e romana (MASSINYSSA e in somnium Scipionis, Macrobio), una lunga serie di
architetture (AKHIRATI) della lingua araba latina unite, il sogno di Sofonisba, dei Guinigi, dei Del Carretto di molteplici e precise
luci spirituali che implicano da Leone X a Giovanni XXIII (Cardinal Cossa), al Trissino della poetica libera da vincoli, dai dialoghi di
Tasso con il Malpiglio, Sofonisba deipara dell’architettura invisibile dell’alfabeto.
Salve Mater Pietas tot trinitas nobile triclinio (la poetica di Trissino, le lettere nuovamente aggiunte nella lingua italiana dedicata a papa
Clemente VII), le parole in libertà di FTMarinetti nella stessa enfasi poetica senza vincoli puramente spirituale in cui l’architettura aerea
marmorea di Sofonisba o Ilaria del Carretto diviene l’allegoria stessa dell’architettura libera e spirituale della nuova forma ad uso di
mare nella perenne teneo te africa cantata nel trionfo di Cupido o Amor nel palazzo della principessa a Genova, in qualche modo una
sponsa mistica della lingua poetica e divina italiana (Vita Nova), che suona nel trionfo petrarchesco di Cupido...
del re sempre di lacrime digiuno, un’ombra in quanto men che l’altre trista, Cleopatra lego tra fiori ed erba,
la voluttà altro non è che differire e separare le virtù... i nostri tanti infiammati sospiri... Sofonisba sposa...
riverisce la gran calca di spiriti innamorati, cavalca che va restando ad ogni passo e guarda el pensar che lo
andar molto diffalca disse il cor di Sofonisba...
se Africa pianse Italia non ne rise, sorride con lei la grande calca, luci divise come l’Etna o Libro dell’Aria
di FTMarinetti nella lunga sequenza della libertà dai vincoli, Laocoonte, grammatica dei trionfi e dei suoni
sibillini, sonetti, lingua di Petrarca Sofonisba fusa in lacrime di ardente fuoco. Questa sequenza implica la
fusione alquanto nota di tutte le Accademie fiorentine e italiane fino all’Accademia degli Oscuri di Lucca per
continuare a scolpire la grammatica di una sintesi dinamica spirituale, virgo deipara, Ex audi Regina
dell’Ordine dei Servi di Maria

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